Badolato

Visita insieme a noi il borgo di Badolato per respirare un’atmosfera intrisa di storia, misticismo e folclore, ma anche per avere la possibilità di passare da splendidi scenari marini ad altrettanto suggestivi paesaggi montani e collinari, in soli pochi minuti di automobile.

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Perla di storia e religiosità, impreziosita dallo splendore del suggestivo paesaggio che la circonda, Badolato sorge sulla costa jonica, a 240 metri dal livello del mare, ad una distanza di circa 30 chilometri dal capoluogo di regione.

Particolarmente affascinante si rivela agli occhi del visitatore, il cuore del centro storico della cittadina, un millenario borgo d’impianto bizantino che svela i caratteri della sua origine medievale, con le sue chiese a croce latina e le sue stradine caratteristiche.

Visitare Badolato non significa solo respirare un’atmosfera intrisa di storia, misticismo e folclore, ma anche avere la possibilità di passare da splendidi scenari marini ad altrettanto suggestivi paesaggi montani e collinari, in soli pochi minuti di automobile. Questo grazie alla posizione geografica della cittadina, posta sulla collina a guardia dell’ampia vallata del torrente Gallipari, a poca distanza dalla costa e dall’altopiano delle Serre.

Le origini di Badolato risalgono al X secolo, quando Roberto il Guiscardo decise di edificare in quell’area un borgo fortificato, la cui posizione strategica serviva da difesa e punto di avvistamento contro le invasioni dei saraceni.

E' l'impianto stesso dell'antico borgo a raccontare questa vecchia storia. Mentre, infatti, poco o niente rimane della cinta muraria, le stradine strette e sinuose del borgo sono costruite in modo da snodarsi in gironi concentrici, convergenti verso il culmine dell'altura, dove un tempo sorgeva il castello. Una caratteristica che, insieme ai resti delle antiche porte medievali di accesso al paese, con relative stradine di pietra e ai palazzi signorili, contribuisce a donare fascino al plurisecolare impianto urbano.

L'importanza di Badolato nella storia, va ben oltre la sua funzione originaria di luogo fortificato. Il borgo infatti divenne fulcro di spiritualità e punto di riferimento per i centri vicini, grazie alla presenza di monaci Basiliani, Francescani e Domenicani, che fondarono numerose confraternite, ancora oggi molto attive, non solo nella gestione delle antiche chiese e degli antichi monasteri presenti sul territorio, ma anche nella coordinazione di antiche celebrazioni legate al culto cattolico, che sono parte dell’identità collettiva ormai da centinaia di secoli.

Una delle più suggestive e commoventi rappresentazioni religiose di questo tipo è “A Cumprunta” , ovvero l’incontro tra Maria , profondamente addolorata dalla perdita del suo unico figlio, e Gesù risorto.

Il culto religioso si affianca al fascino e alla magia del talento artistico delle maestranze locali, una sintesi che trova la sua incantevole espressione nelle numerose chiese presenti nel borgo.

Esse sono in tutto dodici e tra le più importanti segnaliamo quella dell’Immacolata, risalente al 1686. In questo caso, la maestria degli artisti locali, provenienti da Serra San Bruno, è evidente già dal suggestivo portale in granito, punto di accesso a tutta una serie di tesori che si trovano all’interno della basilica, dove stucchi e forme architettoniche incantevoli, fanno da cornice ad oggetti di grande pregio. A questo si aggiunge la posizione geografica della chiesa, che è situata su un colle dal quale lo sguardo può spaziare da Capo Colonna fino a Punta Stilo.

Risale al 1603 la costruzione del Convento Francescano di Santa Maria degli Angeli, anch’esso posto su un colle proprio di fronte al borgo. Tra le opere di pregio al suo interno segnaliamo uno splendido crocefisso ligneo e un ricco pergamo pensile, entrambi di epoca settecentesca.

La chiesa di Santa Maria della Sanità è un antico Centro Basiliano Medievale, la cui fondazione risale addirittura al 1198. Situata a circa 3 chilometri dal borgo, esso è caratterizzato soprattutto da un pittoresco portico ad arcate coperto con travi in legno.

Alla vocazione di fulcro religioso e spirituale si aggiunge, per Badolato quella di popolo dallo spiccato senso di ospitalità. Una inclinazione che ha portato la cittadina ad essere al centro di un progetto pilota di ospitalità e solidarietà nei confronti della popolazione kurda.

Dopo gli sbarchi del 1997, sono stati circa 397 i rifugiati politici che hanno occupato le case messe a disposizione dal Comune o da privati. Iniziativa grazie alla quale il borgo disabitato ha ripreso a vivere divenendo speranza di una nuova vita per persone costrette a lasciare la propria terra.

Una storia, questa, che ha contribuito a far crescere la fama di Badolato sollecitando indirettamente nuove frontiere del turismo estero, al punto che molti turisti europei e americani hanno deciso di acquistare e ristrutturare vecchie abitazioni situate nel cuore dell’antico borgo.

A questo si aggiunge la scelta del regista di fama internazionale Win Wenders di ambientare il suo cortometraggio “Il Volo” proprio a Badolato, che insieme a Riace si è dimostrata un perfetto modello di accoglienza ed integrazione per i richiedenti asilo, come dimostra anche la menzione d’onore ottenuta nell’ambito del “World Habitat Award” dell’Onu.

di Angela Rubino | 31 marzo 2016

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